“Questione esordio” e polemica: i miei 2 cent

di | 16 Gennaio 2023

Interessante il confronto generato in questi giorni dalla questione esordi. Ovvero, uno scambio avvenuto tra (profili social di) Marco Malvestio e Giulia Caminito.

Per chi l’ha persa: passate anche oltre, vivrete lo stesso.
Per chi come me ci si è imbattuto e ci ha trovato nodi un po’ difficili da dirimere: metto i miei 2 centesimi, con il titolo “La verità ci rende più forti”.

Se il sarcasmo a volte è oggettivamente tossico, è tossica anche (benché ciò sia controintuitivo) la mentalità “lasciate loro la gioia, non disilludeteli bruscamente!”

Sul non essere bruschi, ripeto, posso essere d’accordo in senso anche più generale ed esteso. Ma sul resto no, e lo dico per esperienza.

Lavoro con autori e autrici esordienti dal 2007, sono quasi sedici anni in cui ogni santo giorno mi guadagno il pane così.
E da quasi sedici anni il mio lavoro consiste anche nel DISILLUDERE le persone, ovvero togliere loro, con grazia e in modo amichevole e costruttivo, tutte quelle illusioni poco utili sulla magia della pubblicazione, le farfalle dell’esordio e la bellezza di questo settore.

Non fraintendetemi. Scrivere è meraviglioso e nobile, e lo dico a gran voce ogni volta che qualche mio collega inizia con la litania “in questo paese tutti scrivono e nessuno legge!”. E se scrivi, cercare uno sbocco editoriale è quasi una responsabilità, un onere necessario. E quando esordisci, caspita se è una bella cosa, gioia vera!

Ma se parliamo del mercato italiano del libro e di suoi meccanismi, specialmente al livello big di cui stiamo parlando (perché di questo parliamo, di romanzi mainstream editi da supereditori: nella fantascienza altro che coccole), allora bisogna dirsi che è un settore estremamente complicato, basato su valutazioni che esulano dalla letteratura, e spessissimo pieno di favoritismi, di conformismi, di abboccamenti e di meccanismi che se non li cogli in tempo per lo più ti macinano… quanti esordienti buttati via al secondo libro! Quante penne inesperte lanciate “nell’incanto” e poi lasciate sole, dimenticate, e avanti il prossimo!

Il mercato del libro, come ogni mercato: si serve del produttore di materia prima; vuole un prodotto vendibile, e cosa ciò significhi non lo decide il produttore; e quando queste condizioni non gliele dai più… addio, fuori c’è la fila.

Ciò detto, io non mi sono MAI sognata di dire a una scrittrice o a uno scrittore: “Lascia stare, non ce la fai, non è per te, bla bla”, ma allo stesso tempo sono stata sempre molto chiara: “Tieni presente questo e questo. Preparati. Pensa in termini di percorso, non di successo momentaneo. Fatti forte.”

Il modo migliore di rispettare i sogni di una persona non è quello di rampognare chi critica (e che in questo caso, a me pareva chiaro, criticava la monotonia e il conformismo di decine di libri dalle sinossi sdraiate e monocolori), ma quello di rendere forte quella persona sognatrice, di aiutarla a risalire e tenersi strette le proprie motivazioni, di darle informazioni in modo protetto e benevolo.
Così facendo le si dà fiducia senza mai mettere in discussione il suo sogno, cosa che non ci compete, dicendo: questa è la situazione, è dura, è bene che tu la conosca, così sarai in grado di misurarti con essa senza scossoni esistenziali e con le tue migliori risorse.

Questo parlando in generale.

Qui si parla poi di esordi eccellenti. Di autrici e autori ora in luna di miele, che in effetti avrebbero bisogno di questo, di essere preparate/i alle avversità prossime venture, più che di essere tenuti/e in una bambagia da medico pietoso. O magari hanno l’agente e un percorso già ben instradato: in quel caso faccio loro i miei auguri e torno a seguire i miei scrittori e le mie scrittrici che lavorano tutto il giorno, scrivono di notte, non hanno lauree in lettere e amicizie, si tirano su un mozzico alla volta, studiano cose pazzesche nell’indifferenza feroce che risuona di applausi ai millemila romanzi generazionali con dentro le solite pappe, o magari devono ancora crescere… ma da me avranno sempre la verità, una pacca sulla spalla, un manoscritto strapieno di freghi rossi, e l’incitamento a portare nel mondo il proprio messaggio ogni giorno un po’ meglio, ogni giorno con un progresso in più e con un’illusione in meno.

Lo diceva Danilo Dolci su cose più importanti, ma vale sempre: “vince chi non si illude”. La cosa della piaga puzzolente invece la dice mia madre. Mica poco!

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