Sono molto lieta di comunicare una nuova uscita: il mio racconto “La vita segreta dei cicloni”, già finalista al Premio Robot e uscito sul numero 90 della rivista nell’estate 2020, è stato incluso nell’antologia “Trasformazioni. Storie da un pianeta che cambia” a cura di Heiko H. Caimi e Giovani Peli, per i tipi di Calibano editore.
Cinque anni dopo la sua prima uscita, nella “nuova era” inaugurata da quei mesi tremendi, sembra che il racconto abbia ancora qualcosa da dire, e ringrazio di cuore i curatori Heiko e Giovanni per avergli voluto dare ascolto, e proporlo a nuovi lettori, attraverso questa meritoria pubblicazione.
Ecco di cosa parla il mio racconto:
In un mondo in cui la catastrofe climatica è molto avanti e metà dell’Italia è ormai sommersa, una comunità di ricerca isolata in mezzo al mare deve fare i conti con un disastro improvviso, che uccide due componenti di una stessa famiglia.
Intorno al lutto nasce un conflitto tra Marco e Siria, marito e moglie: che hanno perso sia Antonio, l’altro marito di famiglia (Beatrice è un’altra moglie, i rapporti sono paritari e poliamorosi) che Isabella, prima di dieci figli, figlia di Siria e Antonio.
In un mondo dai nuovi equilibri, in una casa sotterranea assediata dal primo ciclone della stagione, Marco e Siria si affrontano, cercando intanto di non perdersi.
Si tratta di una storia che tra le maglie dell’invenzione intreccia cose vere, come sempre succede.
Il canto di una bimbetta serena, il pianto di un adulto spezzato dal lutto, che si innalzano sul globo terracqueo come un suono immane che lo avvolge, sono visioni che ho avuto davvero, in due momenti della mia vita in cui quel canto e quel pianto mi hanno sopraffatta con la loro forza e verità.
(Ho scoperto successivamente di non essere sola: nel film “Agorà” di Alejandro Amenábar c’è la stessa visione, e per due volte. La cosa mi ha commossa, ma non sorpresa.)
E altro ancora. Direi inoltre che questo racconto si inscrive a pieno titolo in un mio filone che definisco ironicamente “fantascienza tengo famiglia”, visto che la storia è legata fortemente a un contesto familiare e si regge sulle relazioni forti, conflittuali e amorevoli che ci sono tra i suoi membri. La famiglia Martini-Seminara è un po’ diversa da quelle a cui siamo abituati oggi, ma non così tanto, perché l’amore umano è sempre lo stesso, un sentimento innato che trascende il tempo e le circostanze.
Questa è anche una storia in cui, confusamente, cercavo proprio un principio trascendentale al quale poterci aggrappare quando tutto crolla – o viene sommerso, per restare in tema. Ho cercato di esprimerlo nella scelta della citazione iniziale, quella di un viaggio impossibile che è anch’esso connaturato all’umano e che per questo ci è inevitabile, come è inevitabile che non si concluda.
Ho voluto recarmi
là dove le fonti non s’inaridiscono,
in campi su cui la secca e sghemba grandine
non s’abbatte,
ma i gigli sparsamente fioriscono.
Ho chiesto di vivere
là dove gli uragani non si spingono,
e la distesa verde s’inarca muta
lungo le baie
là dove il mare sconvolto non approda.“Esempio d’amor divino”, G.M. Hopkins
“Ok, tutto bellissimo, ma il pianeta che cambia?”
Naturalmente nel racconto c’è anche quello 🙂
C’è un contesto italiano profondamente cambiato a causa dello sconquassamento climatico operato dalla dissennatezza umana. Ci sono sonde, rilevazioni e tormente. Siamo già molto avanti con le mutazioni del paesaggio e i ragionamenti di climatologi e meteorologi nella storia rappresentano una ricerca di fatti e anche di senso.
Credo che sia proprio questo il contributo che l’umanità può dare al Pianeta; e che il tragico vicolo cieco nel quale ci siamo infilati rifletta proprio la perdita di senso sofferta da una parte dell’umanità, quella più armata e più “potente”, che si ripercuote con violenza sul resto della comunità umana e sull’ecosistema tutto, che ci comprende e di cui siamo parte. Quindi non assumo una prospettiva “naturale”, tanto meno “antispecista”, ma sempre umana e radicata nel nostro tormentato e tormentoso mistero.

Ecco la presentazione dell’antologia:
Il clima cambia, e con esso paesaggi, corpi, comunità, destini. In questi 30 racconti, altrettanti autori e autrici esplorano il futuro che ci insegue, tra distopie e possibilità, disastri e adattamenti. “Trasformazioni” è una mappa narrativa del nostro tempo inquieto: un viaggio nel cuore dell’Antropocene, nel quale immaginare diventa l’unico modo per reagire.
“Trasformazioni. Storie dal pianeta che cambia” è disponibile sul sito dell’editore, nelle librerie e online.
Buona lettura e… buone reazioni! Siamo ancora in tempo per evitare disastri e favorire cambiamenti che siano piuttosto positivi e felici. Ci credo sinceramente, in caso contrario non scriverei fantascienza.
