“Analemma” di Daniele Malafarina vince il Premio Odissea. Complimenti e considerazioni da giurata

Torno a postare, in questo agosto per me densissimo di impegni, per congratularmi con il vincitore del Premio Odissea di quest’anno: Daniele Malafarina vince con il suo “Analemma”, un romanzo godibile e colto che ho avuto il piacere di leggere in fase di valutazione.

“Analemma” è una lettura che è anche un viaggio. Un intreccio dalla struttura particolare, che non è inusuale in testi non occidentali, ma a cui noi lettori “anglo-sassonizzati” non siamo molto abituati. Bisogna capirne l’andamento, direi cogliere “la musica” che infonde la storia, che una volta intesa ci comunica il ritmo delle vicende insieme a un certo fascino.

Lo stile letterario è sicuro, ben padroneggiato, funzionale. Non è troppo complesso, e questo è un pregio, vista la ricchezza degli scenari, che ricordano una civiltà araba o ottomana, minacciata da una popolazione affine ai mongoli.

Le ambientazioni sono un punto di forza della storia, che a rigor di logica è fantascientifica, ma presenta un’attenzione “fanta-etnografica”, più tipica dei migliori fantasy (ma anche un po’ alla Dune, se vogliamo). Lo stile ricco, i nomi e gli scenari elaborati ci fanno viaggiare in questo mondo diverso, eppure con tratti in cui possiamo riconoscerci.

In sostanza, “Analemma” è un’ottima prova, che all’avventura del protagonista in fuga (e di chi legge che gli va dietro in questo suo mondo tutto da scoprire) unisce il piacere intellettuale di seguire le sue elucubrazioni matematiche, che ci richiamano alle leggi del Tutto di cui anche il nostro mondo fa parte.

Complimenti a Daniele Malafarina e un ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato al concorso: abbiamo ricevuto storie particolari, interessanti e alcune decisamente ottime. Grazie e alla prossima edizione!

Qui qualche considerazione dell’editore, su Fantascienza.com