“Il sogno di Čapek”. Riflessioni di Primo Maggio

Due anni fa ho pubblicato un racconto in cui idealmente “punisco” chi in questo paese ha commesso un crimine: ha distrutto le tutele, la dignità, la cultura del lavoro.

Con “Il sogno di Čapek” ho ripreso un racconto di Jack London “il sogno di Debs” e l’invenzione del “robot” di Karel Čapek, declinati ai tempi nostri (non dico “aggiornati” perché non hanno bisogno di aggiornamento, restano attuali, anzi profetici).

Ci ho aggiunto la mefitica postura progressista, e ci ho aggiunto il “green pass”: che è stato una vergogna fascista e infame, un efficace strumento di controllo sul lavoro e un passo in più nella riduzione dell’umano a macchina, che già i luddisti avevano inteso.

Il “green pass” ha illuminato (per chi non serri le palpebre, ovvio) come paternalismo, medicalizzazione, propaganda della paura e conformismo siano la strada lastricata verso la solita direzione: il dominio dell’uomo sull’uomo, che oggi ha la forma di concentrazione del potere nelle mani di chi ha le “chiavi della macchina”, in una società che alla macchina consegna la propria anima.

Si può invertire la rotta in qualsiasi momento. Era il sogno di Debs, il sogno di London e di molti e molte in ogni tempo. Provarci è il senso della storia, il sale della terra e del nostro stare al mondo. Buon Primo Maggio 🌹