Il 30 maggio la scuola sciopera.
Gli scioperi a scuola mettono spesso in seria difficoltà i genitori, ciò nonostante io li difendo sempre e mi dimostro solidale con insegnanti e personale scolastico quando si mobilitano.
Così sarà per questo.
Devo anzi dire che penso lo abbiano fatto anche poco.
Non ho sentito, dal personale docente, proteste collettive in difesa di colleghi e colleghe lasciatə a casa per aver legittimamente rifiutato punture, ad esempio.
Non ho visto levate di scudi sindacali contro l’odioso e bullistico demansionamento di docenti apparentemente “reintegratə” e di fatto schiaffatə nelle cantine con indifferenza e cattiveria.
Ho notato qualche borbottio negli ultimissimi tempi, contro l’imposizione delle mascherine a giugno, dopo due anni di attiva collaborazione all’instaurazione di un clima carcerario ai danni di bambini e bambine.
Qualche borbottio. Meglio tardi che mai.
Se qualcosa dovesse muoversi anche su questi fronti avranno come sempre e come per il 30 maggio il mio sostegno e la mia solidarietà. E in più la mia stima, ora davvero ai minimi storici.
Perché alzare la voce su un importante tema, mentre ci si genuflette su un tema altrettanto importante, non gioca a favore di nessuno dei due temi, né della voce che si leva a intermittenza, né delle persone per cui si afferma di lottare.
UPDATE: via Paola Olivieri mi imbatto, poco dopo aver scritto il mio post, in questo contributo che trovo dolorosamente vero: “Il silenzio dei docenti”: https://www.facebook.com/1461255331/posts/10222026501759212/
“Il mondo della scuola è stato premiato con la moneta che il potente riserva a chi percepisce come un suo subordinato da cui nulla deve temere, pronto sempre ad obbedire di fronte ad ogni nuovo ordine, anche il più demenziale, o a piegarsi senza fiatare di fronte a vili ricatti.”
L’obbedienza non fa passare il dominio, è il contrario: lo consolida!

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