Ci sono due figure letterarie italiane dal destino curiosamente speculare, che pure procedono in modo affine nella loro sofferta strada espressiva.
Primo Levi e Luce d’Eramo passano dalla scrittura memoriale a quella di fantascienza: un’evoluzione che ci dice qualcosa sulle loro voci, ma anche sulla letteratura, anche sulla fantascienza.
Ne parlo su Lingua italiana, web magazine di Treccani.it, nell’articolo “Deviazione naturale. Primo Levi e Luce d’Eramo dal memoir alla fantascienza “.
La storia di è nota: dall’impegno partigiano, alla deportazione ad Auschwitz, al successivo importante ruolo civile oltre che letterario. è oggi trascurata, ma la sua vicenda fu altrettanto conosciuta: figlia di un gerarca, a diciotto anni va volontaria in Germania per «verificare le dicerie» sui campi di lavoro; crollato il credo fascista, partecipa a uno sciopero, la rimpatriano, lei getta via i documenti, si unisce a un gruppo di rastrellati e finisce a Dachau. Da lì evade, ma in seguito resta paralizzata sotto un crollo di macerie.
Continua qui: “Deviazione naturale. Primo Levi e Luce d’Eramo dal memoir alla fantascienza “.
Buona lettura!