Uscito oggi un mio articolo dal titolo “Un letterario scrutare”, sulle pagine della rivista di fantascienza curata da Carmine Treanni per Delos Digital che al mio pezzo ha voluto riservare lo spazio dell’editoriale. Grazie!
Cento e duecento anni di fantascienza, tra avventura, visione, appropriazione. Pubblichiamo l’Intervento di Giulia Abbate al panel “I cento anni della fantascienza” tenutosi alla convention Delos Days lo scorso 26 aprile 2026.
L’articolo è in effetti la trascrizione del mio intervento a voce, nel corso della tavola rotonda dedicata ai cento anni della fantascienza. Vi hanno partecipato Ugo Bellagamba (scrittore SF francese), Giovanni Di Matteo, Franco Ricciardiello, Nicoletta Vallorani, e il coordinamento della conversazione è stato tenuto sempre da Carmine Treanni, che ringrazio per avermi inclusa e per la considerazione che sempre mi riserva.
Nel corso del panel, ognuno di noi ha espresso alcuni punti di vista sullo “stato dell’arte”, grazie anche alle domande di Carmine Treanni stesso che ci ha incalzati con questioni davvero interessanti.
L’articolo si può leggere qui: Un letterario scrutare
Ci sono dentro delle riflessioni che faccio da un po’, in particolare relative a:
- Fantascienza, previsione e profezia. La fantascienza vuole predire ciò che accadrà domani? Forse a volte sì, e le riesce anche, ma il punto non è questo: oggi la fantascienza, con i suoi strumenti in grado di narrare realtà altrimenti indescrivibili, può vedere il reale e attraverso la metafora dire la verità: può profetare. (Ho parlato di questo anche nel mio pezzo per Machina Rivista sul “fantasacro“).
- La fantascienza e i suoi strumenti: questa capacità di dire l’indicibile, di ridare una voce all’io devastato dal dramma inedito del reale (ho parlato di questo anche in diversi articoli per Treccani.it).
- La letteratura di fantascienza come unica voce che si confronta con la prospettiva dell’annientamento totale, portata dalla bomba nucleare.
- Oggi i milionari transumanisti, una delle più grandi minacce alla prosecuzione dell’umanità, parlano in linguaggio fantascientifico, usano e abusano la fantascienza. Noi cosa abbiamo da dire su questo?
- Il ruolo dell’industria dell’intrattenimento nell’appropriazione (sfruttamento, travisamento, disattivazione, recupero) della portata controculturale e liberatoria della fantascienza. (Ne ho parlato anche nell’articolo Macerie).
Sono tematiche sulle quali lavoro da diverso tempo e che non smetterò di esplorare, in particolare in alcuni racconti di prossima uscita.
Buona lettura!
